Cos’è l’Equity Crowdfunding, Come Funziona e Vantaggi

Iniziare un’attività imprenditoriale comporta avere al proprio attivo un ingente somma di denaro per far fronte alle spese di costituzione e per dare vita al progetto lavorativo. Tradizionalmente si chiedevano prestiti ad istituti di credito o a parenti ed amici che volevano prendere parte all’iniziativa e sostenere il progetto imprenditoriale. Da diversi anni altre forme di finanziamento hanno acceso varie opportunità e possibilità per reperire capitali, un connubio tra richiesta ed offerta che vede coinvolti imprenditori e privati.  Il crowdfunding permette di trovare capitali grazie a diversi investitori, nello specifico crowd sta per folla, e funding per finanziamento, si tratta quindi di un finanziamento collettivo.

Cos’è l’equity crowdfunding 

L’equity crowdfunding è una forma di investimento collettivo, nata per sostenere le piccole medie imprese (che di seguito chiameremo per facilità PMI) o startup innovative. I soggetti coinvolti sono le PMI, i singoli investitori, le piattaforme che gestiscono il progetto, e la società di controllo nazionale.

Le PMI che hanno bisogno di un finanziamento per iniziare la loro attività imprenditoriale, presentano il loro business plan su un’accreditata piattaforma online, chiedendo la somma necessaria da destinare all’attività, che deve rispondere alla caratteristica di progetto innovativo o nuova idea. Chi decide di finanziare il progetto concede il proprio denaro, ma non è un prestito, è un investimento, in merito al quale prende parte alla vita aziendale, con quote partecipative, avendo quindi diritto amministrativo e sociale.  

Cenni sulle origini in Italia e statistiche

In Italia il crowdfunding viene regolamentato a livello normativo già nel 2012, con il Decreto Crescita Bis, e nel 2013 dalla Consob. C’è da dire che l’Italia è stata tra le prime nazioni ad integrare questa forma di investimento, la seconda dopo gli USA, che aveva adottato norme più rigide. 

Nel 2019 i progetti presi in carico e i fondi raccolti sono stati pari a circa 65 milioni di euro, e successivamente nel 2020, nonostante la pandemia in corso, sono stati complessivamente raccolti circa 103 milioni di euro, con un’impennata del 57% rispetto all’anno precedente. Questi dati fanno comprendere come questo tipo di sovvenzione abbia preso quota, e sia riconosciuta ed impiegata a livello nazionale in modo così esponenziale. 

Come funziona in Italia l’equity crowdfunding 

Non solo più startup innovative, ma anche le PMI tradizionali possono partecipavi con l’equity crowdfunding, presentando la richiesta di fondi per la loro attività. Il tutto si svolge su piattaforme autorizzate dalla Consob, organo di controllo nazionale per le società quotate in borsa. 

Le PMI e le startup devono essere società di capitali che si propongono sui canali online presentando un progetto solido, che abbia tutte le potenzialità per affermarsi sul mercato come azienda valida, portando agli apici del successo lavorativo il proprio esercizio. Gli investitori punteranno su aziende le cui caratteristiche e i cui piani di sviluppo danno tutte le garanzie per riuscire nell’impresa. Le piattaforme fanno da tramite tra le PMI che si propongono e coloro che vogliono diventare investitori e soci, vagliano i progetti, e se li ritengono fattibili, validi e di successo li approvano. 

Da qui viene formulata la richiesta per l’importo necessario, se si riesce a reperire tutto l’importo il progetto prosegue e si conclude con la raccolta. In effetti per maggior chiarezza le fasi sono le seguenti: 

  • proposta offerta quote su piattaforme online
  • proposta al vaglio delle piattaforme
  • pubblicazione offerta in seguito all’approvazione 
  • risposta degli investitori e versamento denaro
  • raccolta 

Nel caso in cui la somma non viene raccolta entro i termini fissati, gli investitori non perdono nulla. Il progetto decade. Viceversa se la raccolta ha esito positivo perché viene raggiunto l’obbiettivo con la somma totale richiesta allora l’impresa incassa le somme investite e procede con il proprio piano di lavoro. 

Crowdfunding
I vantaggi dell’Equity Crowdfunding

Vantaggi e svantaggi per chi investe 

Colui che ha investito in un progetto aziendale col proprio denaro, ha puntato il suo interesse su una realtà produttiva in grado di crescere e di farsi strada sul mercato, perseguendo utili. Se lo scopo viene raggiunto e il progetto si realizza appieno, oltre alla società oggetto dell’offerta anche l’investitore ha un guadagno.  Le sue quote saranno apprezzate e quotate, può raccoglierne il profitto in base alle quote possedute o in base alla percentuale che lo vede partecipare come socio. Può anche poi pensare di cedere le quote ricavando un interesse maggiore. Sono inoltre previste per chi investe agevolazioni fiscali

Bisogna però considerare che non c’è la certezza assoluta per cui un’attività debba decollare e raggiungere l’obbiettivo, potrebbe fallire, e quindi determinare una perdita anziché un utile, in questo caso chi investe ha perso la somma conferita. Questo tra i possibili svantaggi, ma bisogna pur considerare che diversamente l’investitore non avrebbe trovato facilmente altre opportunità di investimento. E che le piattaforme di crowdfunding danno la possibilità di accedere alle diverse proposte, che sono di facile consultazione, e assicurano la trasparenza, in quanto prima di postarle in rete vengono valutate e vagliate da esperti in materia economica e finanziaria. 

In conclusione, non è facile decidere se, quando, come e quale progetto sostenere, bisogna documentarsi a dovere, fare le opportune considerazioni, e valutare in base a tutte le informazioni di carattere tecnico e strutturale, anche a livello lavorativo e di organizzazione imprenditoriale. In ogni caso va tenuto presente che c’è una percentuale di rischio che possa non andare a buon fine. 

Vantaggi e svantaggi per chi riceve fondi 

L’impresa per fare fronte alle proprie esigenze economiche, per avviare la produzione, la vendita, o la fornitura di un determinato servizio, onde perseguire l’oggetto aziendale e raggiungere il relativo guadagno, talvolta ha bisogno di chiedere prestiti o sovvenzioni. Sono diversi i soggetti o le istituzioni a cui poter fare richiesta, ma non sempre è possibile ottenerli, le banche ad esempio chiedono garanzie che le PMI non sono in grado di dare in quanto società nascenti, e quindi non ancora accreditate. I mutui seppure concessi dietro avalli e garanzie di terzi, comportano un aggravio di interessi che non sono poca cosa, e va considerato che non sempre si trovano persone disposte a fare da garante. Quindi per le PMI l’equity crowdfunding rappresenta una semplificazione nel reperire il capitale

È ovvio che essendo una forma di investimento ad alto rischio, col decreto del 2018 all’articolo 7-bis è stato introdotto l’obbligo di adesione per i gestori ad un sistema di indennizzo a tutela degli investitori, che prevede in alternativa un’assicurazione sulla responsabilità per eventuali danni al cliente nello svolgimento dell’attività professionale. Certo questa nuova postilla introdotta prevede una spesa, quella assicurativa, una forma preventiva, che non può rappresentare uno svantaggio, ma solo un onere, dovuto per tutelare gli investitori almeno in ciò riguarda sostanzialmente la parte lavorativa.  

Alcune tra le migliori piattaforme in Italia 

Sistema alternativo alla richiesta di prestiti in banca è rivolgersi a piattaforme di equity crowdfunding, dove è possibile consultare on line progetti pubblicati, ed altri dati utili per meglio indirizzarsi, tipo le campagne con raggiungimento importo ed obbiettivo e capitali raccolti. Alcune tra le migliori autorizzate da Consob sono: 

  • CrowdFundMe, che ha realizzato nel 2020 ottimi risultati con la raccolta di oltre 2 milioni e 700 mila euro per il progetto DeepSpeed, un jet set navale fuoribordo elettrico; ed ha favorito il lancio di due startup che hanno ottenuto risultati apprezzabili;
  • Mamacrowd, che nel 2020 ha conseguito raccolta di capitali per circa 34 milioni, ha inoltre accolto progetti di sviluppo immobiliare raccogliendo tra l’altro circa 7milioni e 700 mila euro. A sostegno di campagne di aziende in materia di green economy e a salvaguardia dell’ambiente;
  • Walliance, prima in Italia per il Real Estate, nel settore immobiliare, la sua raccolta del 2020 si aggira intorno ai 30 milioni di euro circa e 23 progetti finanziati;
  • 200 Crowd, con quasi 20 milioni di euro di capitale raccolto.

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